OSTERIA LA PIEVINA CHEF A DOMICILIO

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Amaro
di
Miretta




Ingredienti: Rabarbaro, melissa, liquirizia, angelica, gramigna, noce di kola, menta, ginepro, genziana, anice,china, tarassaco, bardana, carciofo, finocchio.
senza alcool


Pici, tartufi e pecorin0
nel paradiso delle crete


Il mondo delle crete senesi è anche il regno dei pici vale a dire degli spaghetti poveri, contadini, che si mangiano ad Asciano, e in una vasta zona nelle terre solcate dall'Arbia, dal giovane Ombrone, dall'Asso e dall'Orcia; cosicché si gustano da Montepulciano a Pienza, da Buonconvento a Cetona, da Celle sul Rigo a Radicofani.
C'è anche chi li chiama "pinci", "pichi", "bighi",( e "filatelli" nel Lazio), ma chiamandoli "pici", il battesimo viene quasi sicuramente da "appicciare", cioè avvoltolare, arrotolare. Si tratta di spaghetti di fattura casalinga, basati su di un impasto di farina bianca e acqua, che viene lavorato su di una spianatoia di legno e preparato a strisce, che poi sono arrotolate a mano fino a ottenere degli saghetti che presentano un diverso spessore e una diversa lunghezza (25 cm. Ma anche 30-40) Si mangiano freschi e devono cuocere poco, tanto vero che nell'Orvietano li chiamano "cavatelli" perché devono essere gettati nell'acqua bollente, ma "cavati" subito. Sono conditi con il ragù di carne, con i funghi, il sugo di lepre, con la "nana", o anche "all'arrabbiata" o "all'aglione" con soffritto di aglio, pomodoro, peperoncino. La versione più povera di questi spaghetti poveri è un piatto di "pici" condito con le "briciole" (briciole di pane abbrustolite).







Nonna Diva,  intenta nella preparazione
dei caratteristici "pici" nell'osteria
"La Pievina"

24800 RICETTE gratis

Termini da ricercare:

Dove fare la ricerca:

Visitaci su:  www.osterialapievina.com
 

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